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A partire dal 1997 la Soprintendenza, traendo spunto
dalle esperienze sviluppate nel corso degli anni '80,
ha sentito l'esigenza di dare vita ad uno strumento
completo di catalogazione delle incisioni rupestri,
che fosse applicabile alle diverse realtà territoriali.
Il progetto ha previsto, per la documentazione grafica
e fotografica delle rocce, l'impiego di innovative metodologie
di rilievo, quali la fotogrammetria e la fotografia
digitale.
Per la catalogazione e la mappatura del degrado delle
rocce, il Soprintendente Archeologo della Lombardia,
Angelo Maria Ardovino, ha ideato un database relazionale
organizzato in 7 schede, 5 delle quali collegate ad
immagini digitali. La struttura dell'archivio informatizzato
è stata elaborata con l'obiettivo di acquisire
e rendere fruibili non solo i dati tecnico-scientifici
ma anche quelli amministrativi e, soprattutto, quelli
legati alla tutela ed alla conservazione.
La configurazione del software permette di seguire
due diverse strategie di intervento che hanno per obiettivo
rispettivamente:
- la catalogazione completa ed analitica della roccia,
che si ottiene attraverso il rilievo fotogrammetrico
del monumento, la documentazione fotografica digitale
in dettaglio delle incisioni e la compilazione di
tutte le schede del database
- la catalogazione preliminare della roccia, realizzata
attraverso la compilazione della Scheda di Roccia
(completata dalla sottomaschera Altri dati), del Quadro
Conservativo e del Quadro Storico della Roccia. Questo
approccio preliminare, che può apparire a prima
vista parziale, è in realtà importante
per attuare un monitoraggio su grandi aree che porti
ad una programmazione mirata ed efficace degli interventi
di tutela, di conservazione e di studio.
Sulla base dei risultati ottenuti, nel 1999 è
stato definito ed avviato un progetto per la valorizzazione
delle incisioni rupestri della Vallecamonica, attuato
in convenzione tra la Soprintendenza, il Consorzio Comuni
Bacino Imbrifero Montano ed il Gruppo di Azione Locale
di Vallecamonica e cofinanziato dalla Comunità
Europea (Fondo F.E.S.R., Leader II, Azione 5).
Nell'ambito di questo progetto si è ritenuto
opportuno realizzare una catalogazione di 50 monumenti
della Media (Parco Nazionale dei Massi di Cemmo - di
prossima apertura; Riserva Regionale delle Incisioni
Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; area archeologica
di Seradina e Bedolina; Malegno) ed Alta Vallecamonica
(Sonico, località "Còren delle Fate"):
7 monumenti sono stati catalogati in modo completo,
mentre per gli altri 43 si è proceduto ad una
catalogazione preliminare.

Schermata di accesso al software di archiviazione
delle incisioni rupestri. |
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La Direzione Scientifica del Progetto IR
è della Soprintendenza per i Beni Archeologici
della Lombardia. Per il futuro la Soprintendenza prevede
di istituire una serie di archivi territoriali su base
provinciale per il monitoraggio completo delle incisioni
rupestri presenti in Lombardia.
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