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In Lombardia è localizzato il più importante
nucleo di incisioni rupestri di tutto l'arco alpino:
la Valcamonica e la Valtellina rappresentano, per l'estensione
cronologica (dall'Epipaleolitico fino al Medioevo) e
per la varietà delle iconografie e delle tematiche
raffigurate, due fondamentali punti di riferimento per
gli studiosi e gli appassionati di arte rupestre.

Capo di Ponte (BS), Parco Nazionale
delle Incisioni Rupestri. Naquane, Roccia
1. |
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Grosio (SO), Parco delle Incisioni Rupestri.
La Rupe Magna. |
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Altre aree con incisioni rupestri sono situate nella
provincia di Como (ad esempio, Parco della Spina Verde,
Albate), di Lecco (Civate) e, in misura minore, di Bergamo
e di Varese.
Già dai primi anni '80 la Soprintendenza per
i Beni Archeologici della Lombardia, per affrontare
in modo adeguato alla vastità del fenomeno i
problemi legati alla documentazione ed alla conservazione
delle incisioni rupestri, ha avviato un programma di
catalogazione e monitoraggio delle rocce, concretizzatosi
in diversi interventi.
Nel 1984, su incarico dell'Istituto Centrale per il
Catalogo e la Documentazione, la Soprintendenza elaborò
due modelli di scheda: uno, per l'arte rupestre (scheda
IR), curato da R.C. de Marinis; l'altro, per le stele,
da R.Poggiani Keller.
Nel 1989, nell'ambito del piano di valorizzazione dell'area
del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane
e dell'area dei massi di Cemmo, attuato con un finanziamento
straordinario erogato dal Ministero per i Beni e le
Attività Culturali ex lege 449/1987, venne realizzata
una scheda per l'informatizzazione dei dati e della
documentazione fotografica, strutturata in sette archivi
complementari (progetto Petra). L'iniziativa prevedeva
anche per alcune rocce il rilievo grafico delle incisioni
con il metodo "a contatto", il rilievo topografico
ed una serie di interventi di restauro.

Civate (LC). Masso con incisioni. |
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Castelveccana (VA). Masso con incisioni. |
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