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Rocca del Baione e chiesa di Santa
Cristina

Questa chiesetta che, come San Fermo di Borno e San Glisente di Berzo Inferiore, è dedicata ad uno dei
tre santi fratelli, eremiti, per la cui leggenda si veda Borno (Chiesa di San Fermo) si trova in posizione isolata ed elevata (m. 1200) sotto l'imponente monte Baione, al limite dei ghiaioni.
Secondo P. Gregorio (1698), alle sue pertinenze fu già un Castello di fama dov'adesso è la picchia chiesa di S. Cristina che stimasi pure dall'impeto delle precipitose nevi de' monti distrutto.
Seguendo P. Gregorio, il Canevali (1912) aggiunge:
Consta poi, che anche nei dintorni delle altre frazioni, [rispetto a Villa di Lozio], esistevano diverse rocche di epoca assai anteriore [a quella dei 'Nobili]; tra queste merita di essere ricordata quella grandiosa che ergevasi in località detta Baione, sulle cui rovine e già da parecchi secoli, venne costruita la chiesa di S. Cristina, tuttora esistente.
A confermare queste notizie vi è la scoperta, nei pressi della chiesetta, di tombe tardo-romane o già barbariche (si vedano le "notizie storiche") e inoltre nell'avvallamento percorso dal torrente Baione, che si trova a oriente della chiesa, delle imponenti strutture murarie ancora visibili sotto le rocce scoscese.
Si tratta di una serie di muri costituiti da pietra locale, formati da conci squadrati e disposti in corsi abbastanza regolari, legati da malta assai tenace. Parte di questi muri è nascosta nella boscaglia; sono di struttura poderosi e uno di essi misura un metro di spessore.
Si tratta di murature costruite ancora secondo la tradizione costruttiva romana e, sembrerebbero quasi collegarsi a opere che, allo stato attuale delle nostre cognizioni, non sappiamo se di contenimento del terreno e con funzioni idrauliche, oppure se opere di difesa da collegarsi alle tombe tardo-romane di cui si è detto sopra.
Anche la toponomastica della zona, con i nomi di Campoguerra e Campoguardia, nonché il confine fra le due parrocchie che passa lungo il torrente, farebbero propendere per
quest'ultima ipotesi.
La chiesa
Si vuole che sia sorta nel XVI secolo con elemosine raccolte dai frazionisti di Sommaprada, Laveno e Sucinva, su parti dell'area occupata dal castello e fabbricata con materiale tolto dal medesimo.
Il Melotti afferma che già esisteva nel 1550 e, forse ad essa si riferisce il Vescovo Bollani quando ricorda a Lozio una chiesa campestre nella quale si celebra una volta all'anno; infatti, nel 1573 fu interdetta al culto e si ordinò la distruzione dell'altare e solo dopo che fu ricostruita, la chiesa fu riaperta ai fedeli. È ricordata nella visita pastorale del 1602 e poi in quella del 1702 e nella relazione parrocchiale del 1716 con espressioni di disagio per le poco edificanti manifestazioni di devozione che avvenivano nella zona; tuttavia il culto per Santa Cristina fu molto sentito nel secolo XIX.
Facciata molto semplice, terminata a due spioventi. La porta presenta una cornice in pietra di Sarnico con architrave sagomato del XVIII secolo, come settecentesca è l'ampia finestra rettangolare con arco lievemente ribassato, posta al di sopra, in asse. A lato della porta due finestrelle quadrate. Sul lato nord, privo di qualsiasi ornamento, vi è un'altra porta architravata con semplice decorazione.

La chiesa di Santa
Cristina
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