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Panorama di Lozio zona Valle Camonica (BS)

 

Notizie storiche


      Il paese è costituito da varie frazioni disseminate in una valletta: Sucinva, Laveno, Sommaprada, Villa, che è il capoluogo; Lozio è il nome del comune.
    
Fantasiosa è l'etimologia di Lozio dataci da P. Gregorio (1698) che pretende di dimostrare l'esistenza degli Etruschi in Valle Camonica collegando il "Castello di Val Camonica.... che adesso si dice Lotio" con il Luchino ricordato da Curzio Inghirami nel suo "Etruscarum Anti-quitatum...." Più aderente a verità è l'etimologia dataci da Favai-lini, da Paolo Guerrini e altri, da lutus (fango) e che sarà ripresa dall'Olivieri che fa derivare Lozio da luteus (fangoso, torbido), mentre C. Cartaneo pensa ad una derivazione erulo-gotica da lot/loos = sorte.  Gabriele Rosa, invece, fantasiosamente ritiene che "la forma dei casali disseminati dei comuni di Lòs, Daligno, Curten (Lozio, Dalegno, Corteno) li fa credere di origine alemanna" pensando addirittura alla frase di Tacito "Colunt, discreti ac diversi" ! I nomi d'origine latina sono tuttavia numerosi fra cui un Somvico summus vicus che fa pensare ad un abitato oggi scomparso forse per le valanghe o le inondazioni.
   
  Tuttavia che la zona fosse abitata in epoca tardo-ro-mana è comprovata dalla scoperta avvenuta nel 1889 nella località dal nome significativo di "Campoguardia" presso Santa Cristina, e che conosciamo attraverso le notizie dateci dal Mantovani:
     "Nell'aprile 1889 durante i soliti lavori agrari si scopersero parecchie tombe dell'epoca barbarico-romana. Esse erano formate da pietrami e coperte da grandi lastre di pietra dei dintorni. Ma gli oggetti che contenevano, per incuria degli scavatori, andarono perduti, tranne quelli di una tale tomba, e nemmeno questi del tutto completi".
     La sepoltura conteneva due cadaveri e gli oggetti rinvenuti furono i seguenti: "Due orecchini enei di filo cilindrico arcuato finiente da un'estremità in punta e dall'altro a globettino poliedrico di tredici facce. Portano infilato ciascuno un minore anello pure in bronzo. Diametro degli orecchini cm 3 1/2 e idem dell'anello pendaglio cm 1".
     "Un altro orecchino con vetro azzurro cupo. Due piccoli anelli, due fibule di bronzo, un fermaglio, dado di bronzo e altro di rame. Monete di rame appartenenti all'impero di Tiberio. Altre monete in bronzo del tempo dei Costantiniani."

    
"Nella medesima località si ha ricordo di altre consimili tombe scopertevi, da cui se ne può dedurre trattarsi di un vero e proprio sepolcreto (a S. Cristina) spettante circa al quarto secolo d.G.C."
     "La supposizione circa l'esistenza di un sepolcreto dell'epoca barbarico-romana, venne pienamente confermata dalla scoperta di altre quattro tombe fattasi nell'aprile del 1890 dall'avv. Grazio Gallini".
     "Le quattro tombe stavano a pochissima profondità e distanti lateralmente circa trenta centimetri l'una dall'altra".
     Vi si trovarono oltre i resti umani due grosse tibie enee di tipo barbarico, tre bottoni di bronzo e altri frammenti di ferro.
     "Un anello di bronzo, quattro orecchini, due astic-ciole in bronzo, due acini in vetro da collana, una fìbula a sanguisuga. Il tutto di carattere barbarico-romano
     In epoca medioevale il paese di Lozio era feudo vescovile, con un castello che venne affidato ad una famiglia, successivamente divisasi in vari rami, di feudatari, che assunse il nome di Nobili di Lozio: si vuole che tale famiglia derivi dalla celebre famiglia Gisal-bertina di Bergamo.
     Nel 1156 quelli di Lozio furono protagonisti di una lite con quelli di Borno allorché si incontrarono mentre processionalmente si recavano a Cividate, dalla cui pieve ciipenaeVaircrgir'iu'ri";. ^o.oo'^gIr'-L.d^.Lbu-Q-te^ieiosp:
la lite fu composta davanti ai cardinali Adelardo Veronese e Pietro Piacentino, legati ponrifici.
     Nel 1234, fra i patti di livello vescovile firmati a Cividate risulta che il Comune di Lozio deve dare una "subliga" per la costruzione del ponte sull'Oglio di Cividate e deve costruire un'altra arcata con quelli di Esine, Plemo e Rogno fornendo tutto l'occorrente; altri documenti per la manutenzione del suddetto ponte risalgono al 1311.


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