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"Lāveno di Lozio"
Chiesa dei santi Nazaro e Gelso

Nel registro queriniano dei benefici del 1532 č ricordata la Eclesiam Paroch. S. Petri de Lofio cum capellania S. Nazari unita: la chiesa pertanto era giā da tempo esistente.
Dagli atti della visita pastorale del Celeri (1578) risulta che la chiesa dei Santi Nazaro e Celso dipendeva dalla pieve di Cividate. Venne eretta in parrocchia, staccandola dalla chiesa di Villa di Lozio, con decreto vescovile del 17 agosto 1582 e con altro del I aprile 1585.
B. Paino (1658) la elenca: Ecclesia Loti] sub noncupa-tione S,S. Nazari! et Gelsi trio continens altana est Rectoria Parochialis, de luspatronatus viciniarum Lotij, Socinae, Summepradae et Lavenni.
P. Gregorio nel 1698 cosi ne parla: alla destra del Lanico si veggono, posti per ordine tré ragguardevoli luoghi, Succinova, Lavveno e Somma Proda, che č la capitale di queste tré, dove č la chiesa parrocchiale de S.S. Nazaro e Gelso, ius patronato perō di tutte e tré le vicinie.
Il Maironi Da Ponte (1820) scrive che le tré ville di Lāveno, Sussinia e Sommaprada (sic!) formano una sola parrocchia sotto il titolo dei S.S. Nazaro e Celso;
soggetta alla comunitā di Loscio.
Nel secolo XVII venne ricostruita secondo un progetto che si conservava fino a qualche decennio fa ed ora č introvabile. Nel 1652 l'opera era quasi terminata se il vescovo Morosini nella sua visita pastorale afferma che si sta eseguendo laudabiliter la novam fabricam huius eclesiae.
La bella chiesa seicentesca č in amena e isolata posizione sotto l'abitato di Lāveno; collocata su un piazzale, recinto da muretto sul lato ovest, che contiene il dislivello del terreno. Di fronte al portichetto il muretto di cinta si interrompe per dare luogo a una ripida scalinata con gradini in pietra purtroppo, oggi, molto sconnessa, ma che conferisce un che di scenografico all'insieme.
Sul lato sud del sagrato č la vecchia canonica, oggi in abbandono, che presenta due piccole porte architravate, in pietra di Sarnico e finestrelle pure architravate, con la cornice e il davanzale sagomati: tutto del XVII secolo.
La facciata della chiesa ha due lesene per lato ravvicinate, in muratura, che racchiudono specchi di modeste proporzioni, ai lati, mentre quello centrale č pių ampio. E divisa in due ordini da una semplice cornice aggettata che funge anche da capitello alle lesene. Il secondo ordine ripete la suddivisione del primo, pure con lesene con semplicissimi capitelli costituiti da modanature su cui poggia l'architrave di andamento uniforme; al di sopra č impostato il timpano triangolare.
In basso si apre, nel centro, il portale architravato in pietra di Sarnico con buona cornice modanata e adorna di orecchioni; č sormontato da cimasa con volute contrapposte.
Davanti al portale č applicato il portichetto che poggia su lesene e su pilastrini in arenaria grigia. I pilastrini sono quadrangolari con angoli smussati; i capitelli sono tuscanici. I
tre archi a pieno centro sostengono la volta a vela con modesto affresco recente o ridipinto. Sotto il portico, nel pavimento, sono due frammenti di lastra tombale:
D. teschio M. REV. D...° ME DE LAVRENTIS OSSA HIC IACENT RESVRRECTIONEM MORTVORVM EXPECTANTIA OBIT MENSE MAI MDCVL
Nella parte centrale dell'ordine superiore della facciata, vi č una bifora con pilastrino centrale, contornata da pietra arenaria grigia, ma su cui č stato sovrapposto, probabilmente nel XIX secolo, un sopracciglio che altera la semplice linea architettonica. I fianchi non presentano nulla di interessante, se non un piccolo portale architravato, liscio quello sul lato sud, mentre quello a nord si adorna di
tre riquadri con rosoni.
Di scarso interesse anche l'ampio coro, di forma rettangolare e il campanile posto pure sul lato sud, che reca campane eseguite dalle fonderie Cavadini nel 1897. Interno ad una sola navata, molto vasta e bassa, con lesene di ordine tuscanico, aggettate, che la dividono in quattro campate, con volta a botte alquanto schiacciata e poggiante su cornicione molto sporgente.
Ai lati, fra le lesene, si aprono nella prima, seconda e quarta campata gli archi a pieno centro su pilastri, dai semplici capitelli tuscanici, che immettono nelle cappelle, abbastanza sfondate, con volta a botte.
Nella terza campata, invece, vi č la parete liscia entro cui si aprono le due porte laterali architravate, con cornice in legno e capitelli intagliati. Sopra la porta verso sud č la cantoria con l'organo, di un Settecento giā neoclassico, in legno marmorizzato rosa; sopra quella nord, invece, č il pulpito pentagonale, in legno, di bella e sobria struttura architettonica. Esso presenta lesene lisce agli spigoli adorne di testine di cherubini di colore bianco al posto del capitello, mentre le specchiature sulle varie facce, incassate e mistilinee, sono in legno di radica.
L'arco trionfale su due lesene č sormontato da cartiglio con cornice in stucco come č in stucco la decorazione del sottarco.
Ampio presbiterio, quasi quadrato, con volta a botte unghiata entro cui č inserito un grande riquadro rettangolare contornato da ricca cornice in stucco seicentesca.
In corrispondenza delle lesene sono affrescati finti archi traversi che dividono la volta della navata in quattro campate, entro cui, sempre ad affresco, sono medaglioni che rappresentano i Santi Titolari delle chiese di Lozio, cioč san Giovanni Battista, l'Assunta, i santi Antonio da Padova, Pietro e Paolo; quello, invece, del presbiterio ci presenta la Gloria dei santi Nazaro e Gelso. Si tratta di deboli affreschi eseguiti dal Peci di Borno.
L'attuale decorazione lascia intravedere una sottostante decorazione ad affresco.
La chiesa dei Santi Nazaro e Celso
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