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IL MIELE ED I PRODOTTI DELL'ALVEARE
I prodotti della nostra apicoltura onorano
l'indispensabile presenza della natura senza dominarla
Miele
Il miele viene prodotto dalle api partendo da
nettare e da melata, fin dal momento della loro raccolta l'ape inizia
a trasformarli in miele mediante l'aggiunta di enzimi (diastasi,
invertasi, glucosidasi).
Il raccolto viene inizialmente stoccato nella borsa melaria, successivamente
è trasportato all'alveare dove viene elaborato e deposto nelle cellete
che saranno opercolate quando il miele avrà raggiunto l'umidità
opportuna.
Il miele è costituito prevalentemente da zuccheri (circa l'80% sul
tal quale), i più rappresentati sono glucosio e fruttosio che da
soli costituiscono circa il 90% degli zuccheri totali, una certa
importanza è rivestita dal loro rapporto, è infatti da questo che
dipende la cristallizzazione del miele, più il rapporto è spostato
a favore del fruttosio e più difficile è la cristallizzazione e
viceversa. Nel miele si trova circa il 18% di acqua, una percentuale
molto variabile di sali minerali e, importanti, acidi organici ed
enzimi.
La morfologia della Vallecamonica ha favorito l'insediarsi sul territori
di moltissime specie vegetali al punto che possiamo riscontrare
associazioni vegetali tipiche di tutte e cinque le fasce fitoclimatiche,
di riflesso le api hanno a disposizione una vasta gamma di fiori
sui quali bottinare, così che in valle è possibile produrre diversi
mieli, i più frequenti sono sicuramente quello di acacia, di castagno,
di rododendro e l'immancabile multiflora.
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ACACIA
Robinia pseudoacacia L.
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CASTAGNO
Castanea sativa Miller
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RODODENDRO
Rhododendrum spp.
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MULTIFLORA
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Descrizione
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È uno dei mieli più consumati ed
apprezzati, prodotto prevalentemente nella bassa Vallecamonica.
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È sicuramente il miele più prodotto
in Vallecamonica grazie all'abbondanza di boschi di castagno
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Il rododendro è una pianta tipica delle
brughiere subalpine, dove fiorisce da giugno a luglio, la
produzione di miele è molto soggetta all'andamento climatico,
in Vallecamonica sono presenti zone particolarmente vocate
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È molto rappresentato in valle,
e spesso ha una tipica impronta di castagno, ha caratteristiche
diverse a seconda delle specie su cui le api hanno bottinato
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Stato fisico
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resta liquido a lungo
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liquido o a cristallizzazione molto lenta
non sempre regolare
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cristallizza dopo alcuni mesi
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cristallizza in modo variabile
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Colore
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dal paglierino fino ad essere quasi trasparente
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ambra più o meno scuro con tonalità rossiccio-verdastre
nel miele liquido
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da quasi incolore a giallo paglierino fino
a bianco quando è cristallizzato
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Odore
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di debole intensità, ricorda quello dei
fiori, leggermente floreale, di pera cotta, di cera
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almeno intenso, molto caratteristico, pungente,
acre, verde, di legno, di tannino
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di debole intensità, non è particolarmente
caratteristico
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Sapore
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da normalmente a molto dolce.
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decisamente o molto amaro, acido, tannico,
astringente
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normalmente dolce, normalmente acido
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intenso
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Aroma
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delicato, spesso assenza di aroma.
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almeno intenso simile all'odore, molto
persistente soprattutto nella componente amara
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al massimo di debole intensità è poco persistente
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delicato e floreale
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Proprietà
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è adatto ai bambini, esercita un'azione
benefica anche sul fegato
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grazie all'alto contenuto di ferro stimola
la circolazione sanguigna, è indicato anche nella dissenteria
e come espettorante
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è particolarmente indicato contro l'insonnia.
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è indicato come coadiuvante per
le anemie.
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Pappa reale
È prodotto dalla secrezione delle ghiandole
mandibolari delle api, è l'unico alimento delle api regine.
La pappa reale è raccolta dalle celle reali dove viene stoccata
dalle api al fine di alimentare la larva che dovrà diventare ape
regina. Si presenta come un'emulsione semifluida di aspetto gelatinoso
di colore bianco-grigiastro, il sapore è decisamente acido, odore
pungente.
La pappa reale è composta per il 68% d'acqua, il resto sono: sostanze
azotate, 14,5%, glucidi, 10%, lipidi, 5,5%, e altre sostanze tra
cui vitamine e oligoelementi naturali. È opportuno conservarla
tra gli 0 ed i 5 gradi centigradi tenendola al riparo dall'ossigeno.
Sono straordinarie le proprietà che gli vengono attribuite, a titolo
di esempio ecco alcuni campi in cui agisce: sull'appetito stimolandolo
in chi ne è privo, nel contempo non modificando l'appetito normale,
anzi accelerando il ricambio riesce utile nella cura dell'obesità,
sull'ulcera duodenale, sulla pelle che rende più morbida ed elastica,
sull'attività neuro psichica dove agisce diminuendo l'emotività
e migliorando l'umore, sulla sfera sessuale favorendone le funzioni
in particolare l'attività ovarica, sulla pressione arteriosa alzandola
nei soggetti che l'hanno troppo bassa, sulle coronaropatie e sulle
miocardiopatie, sulla crescita, contro la forfora e la perdita di
capelli, ed altro ancora.
Si è dimostrata sufficiente una dose di 250mg al giorno, meglio
se consumata al mattino un quarto d'ora prima di colazione tenendola
sotto la lingua dove è in parte assimilata senza subire il trauma
della digestione, meglio evitarne il consumo serale perché può dare
insonnia.
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Polline
Il polline ha il compito di trasportare l'informazione
genetica maschile delle piante, viene prodotto nel fiore e più precisamente
nelle sacche polliniche situate nelle antere, ha il compito di raggiungere
il pistillo di un fiore della stessa specie, qui opportunamente
nutrito potrà germinare e fecondare l'ovulo.
Il polline viene raccolto dalle api sia da piante anemogame che
entomogame. Durante la visita di un fiore il corpo peloso dell'ape
si imbratta di polline, l'insetto utilizzando le zampe provvede
a "spazzolarsi", l'ape raccoglie così il prezioso alimento, lo impasta
con nettare e saliva, lo comprime e lo immagazzina nelle cestelle
presenti sul terzo paio di zampe, raggiunta la quantità di circa
15 mg l'ape lo porta all'alveare dove verrà utilizzato come nutrimento
delle larve e per le api che devono produrre pappa reale.
L'apicoltore raccoglie il polline utilizzando apposite trappole
che "strappano" le pallottoline dalle zampe delle api, è opportuno
procedere con oculatezza nella raccolta in quanto eventuali carenze
darebbero gravi ed immediate ripercussioni sulla famiglia.
Il polline è costituito per il 16% di acqua, il resto sono proteine,
20%, amminoacidi liberi, 22%, zuccheri, 37%, ed altre sostanze,
5%.
Il polline fresco è umido, va quindi incontro a processi fermentativi
che lo rendono inadatto al consumo in quanto diventa pericoloso
per la salute umana, è dunque indispensabile essiccarlo appena raccolto
dopo di che lo si può conservare negli stessi recipienti che si
usano per il miele.
Il polline è un elemento vivo e come tale contiene quasi tutti gli
elementi necessari allo sviluppo ed alla crescita di un organismo.
Il consumo di polline porta ad un aumento del metabolismo in generale
e l'organismo viene così stimolato in tutte le sue funzioni. È
considerato un ottimo ricostituente, possiede un'azione polivalente
sulla funzione intestinale intervenendo a migliorare sia la costipazione
che le diarree, migliora la resistenza del sistema capillare, combatte
le anemie, in generale il polline è in grado di funzionare contro
quasi tutti i disturbi perché aiuta l'organismo a funzionare meglio.
Il polline va consumato prevalentemente al mattino prima di colazione,
la dose corretta è 20g per gli adulti e 10g per i bambini, ha pochissime
controindicazioni, solo chi soffre di insufficienza renale è bene
che consulti un medico prima di nutrirsene.
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Propoli
La propoli è raccolta sulle gemme e dalla corteccia
si svariate specie di piante dove svolge funzione protettiva.
Il processo di raccolta da parte dell'ape è abbastanza elaborato
in quanto si tratta di una sostanza viscosa e di conseguenza difficile
da manipolare. È usata nell'alveare per ridurre l'apertua di volo,
tappare i fori, ricoprire l'interno dell'arnia, mischiata alla cera
rinforza i favi, inoltre è la sostanza che impedisce le moltiplicazioni
batteriche e gli eventuali fenomeni putrefativi all'interno dell'alveare.
L'apicoltore normalmente raccoglie la propoli raschiando le arnie,
più difficilmente mette in atto sistemi che inducono l'ape a produrne.
La propoli si presenta come una lacca ceroso resinosa con odore
intensamente aromatico, sapore acre leggermente irritante per le
mucose, è solubile in alcool ma non in acqua, infatti spesso la
si può trovare in commercio in soluzione alcolica. È composta principalmente
da sostanze aromatiche ed oli essenziali, viene impiegata sia in
ambito tecnologico dove si utilizza principalmente per la produzione
di vernici, che in ambito medico biologico dove è utilizzata per
le sue svariate proprietà tra le quali: anestetizzante, antibiotica,
antimicotica, cicatrizzante, immunostimolante, vasoprotettiva, inoltre
stimola la peristalsi duodenale, è molto utilizzata contro le affezioni
delle prime vie respiratorie. Può avere delle controindicazioni
come ipersensibilità accertata verso il prodotto.
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