ASSOCIAZIONE PRODUTTORI APISTICI
DI VALLECAMONICA

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Quando è il momento di smielare? Questa è una domanda che pare banale ma che esige una risposta articolata e ragionata, d’altronde spesso in apicoltura gli interrogativi che appaiono elementari danno adito a risposte complesse, in quanto, in ambito apistico, per risolvere un problema spesso si può optare tra diverse possibilità e la scelta quasi sempre ricade su un compromesso in cui vengono ponderati: l’impegno richiesto all’apicoltore, gli strumenti che ha a disposizione e il fine che si vuole raggiungere. Così, anche il periodo della smielatura dipende da molti fattori, legati inoltre all’andamento climatico ed all’ambiente in cui è posto l’apiario, caratteristica essenziale è che il miele abbia raggiunto caratteristiche tali da consentirne la conservabilità, quando si parla di conservabilità del miele si fa riferimento al suo contenuto in acqua, infatti con più basso è il contenuto più lunga è la conservazione. Generalmente si richiede una percentuale di umidità non superiore al 17/18%, a questi livelli infatti la conservabilità del miele dal punto di vista battteriologico è garantita. Esistono dei mieli in cui l’acqua contenuta può superare il 18% , ma non sono prodotti in valle e comunque sono più suscettibili a fermentazione. Per avere la certezza che il miele abbia raggiunto l’umidità desiderata e quindi sia possibile raccogliere i melari e smielare, il metodo più utilizzato è quello di aspettare che almeno i 2/3 dei favi siano opercolati su entrambi i lati, ad ulteriore conferma è opportuno misurare l’umidità del miele, utilizzando appositi rifrattometri, questa operazione è fatta generalmente durante al smielatura, infatti misurare direttamente l’umidità del miele nei melari, anche se possibile, risulta particolarmente laborioso, in quanto é necessario porre particolare attenzione alla raccolta del campione affinché questo sia rappresentativo. L’apicoltore non può correre il rischio di invasettare un miele troppo umido. Aspettare che i telaini siano in parte oporcolati richiede però più visite in apiario e difficoltà a separare i mieli uniflorali, questi inconvenienti spingono molti apicoltori ad utilizzare appositi deumudificatori, così facendo è possibile raccogliere quando si desidera i melari e pilotare la deumidificazione del miele.
Comunque per tutti si pone il problema del prelievo dei melari, la difficoltà consiste prevalentemente nell’allontanamento delle api. Anche questa operazione può essere effettuata con vari sistemi, consigliabili sono l’utilizzo dell’apiscampo o del soffiatore mentre è da sconsigliarne il prelievo tramite l’utilizzo di fumo e spazzola, in primo luogo perché il miele ha la caratteristica di assorbire gli odori, si corre così il rischio di avere un prodotto che sa di fumo, o comunque inquinato da particelle carboniose incombuste della più svariata origine, visto che troppo spesso l’affumicatore diventa un inceneritore nel quale passa un po’ di tutto, secondariamente un’operazione del genere crea scompiglio tra le api, al punto che si possono facilmente instaurare saccheggi.
Raccolti i melari si procede alla smielatura, questa è l’operazione più delicata dell’intera processo produttivo dell’alimento miele, infatti è la fase nella quale il miele viene prelevato dai favi, è adesso che più facilmente l’apicoltore può rovinare quanto mirabilmente fatto dalle api, inquinando il miele. Dunque è importante che l’operazione venga effettuata in locali che garantiscano le norme igieniche, ricordandosi sempre che il miele è un prodotto alimentare e come tale deve essere seguito e protetto da ogni ed eventuale inquinamento. Questo vale anche per chi produce miele per il solo consumo personale e come tale, è svincolato dalle imposizioni di legge relative ai locali ed all’attrezzatura di smielatura, il produttore deve sempre garantire ed assicurare la qualità del proprio miele, specialmente dal punto di vista igienico sanitario. A tal fine è opportuno curare sia la pulizia personale che quella dei locali di smielatura allontanando tutto ciò che possa rivelarsi fonte d’inquinamento (tendaggi, soprammobili, etc.).E’ inoltre di fondamentale importanza che il miele venga a contatto solo con materiali adatti agli alimenti , attenzione all’utilizzo di attrezzi in metallo (a parte l’acciaio inox) in quanto il contatto con il miele li ossida facilmente.

FASI DELLA SMIELATURA

Procediamo ora a considerare singolarmente le varie fasi della smielatura:

  • Stoccaggio dei telaini: va benissimo se effettuato all’interno dei melari stessi purché avvenga in un locale idoneo e, una volta impilati i melari, si provveda a chiudere la parte superiore, eliminando ogni spiraglio che possano permettere l’ingresso di insetti o altri animali indesiderati.
  • Disopercolatura: prima di iniziare a disopercolare preoccuparsi di aver lavato sia il locale che tutti gli attrezzi da utilizzare, fatto questo si procede a togliere gli opercoli dai favi. Questa operazione può essere effettuata con appositi coltelli o forchette, i favi vanno posti su una griglia sotto la quale c’è un recipiente in grado di accogliere gli opercoli ed il miele che vi resta aderente, questo verrà poi recuperato o per decantazione o per torchiatura. L’operazione di disopercolatura può anche essere effettuata con apposite macchine dette disopercolatrici, ma, visto il loro costo, sono impiegate quasi esclusivamente da professionisti.

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Disopercolatura con coltello disopercolatore

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Disopercolatura con forchetta disopercolatrice

  • Smielatura: è la fase che da il nome all’intero procedimento, si posano i favi disopercolati all’interno dello smielatore, qui sono fatti ruotare e, grazie alla forza centrifuga viene estratto il miele, gli smielatori sono generalmente costruiti in acciaio inossidabile, fortunatamente diventano sempre più rari quelli in acciaio zincato, possono essere di due tipi: radiale o tangenziale: nel primo modello i telaini vengono posti radialmente all’interno del cestello cilindrico posto nello smielatore, e poi si inizia la rotazione, l’unico accorgimento da adottare è quello di posizionare i telaini con la parte superiore verso l’esterno, in modo da sfruttare la naturale inclinazione delle cellette; nello smielatore tangenziale i telaini sono posti tangenzialmente al cestello, qui l’operazione è più complessa in quanto è importante iniziare ruotando lentamente per alleggerire i telaini e successivamente rivoltarli, iniziare piano e poi al massimo dei giri, successivamente si ruotano i telaini e si completa dal lato opposto, senza questi accorgimenti si rischia di rompere i telaini che sono soggetti alla pressione esercitata dal miele rimasto nel lato rivolto verso l’interno dello smielatore.

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  • Filtrazione: viene effettuata generalmente con filtri a sacco, con maglie da 0,2 a 2 mm, o sul miele in transito dallo smielatore al maturatore o dopo la decantazone, questa operazione permette di eliminare le impurità più grossolane.
  • Decantazione: in questa fase si pone il miele in capaci recipienti detti decantatori o maturatori costituiti quasi sempre in acciaio inossidabile e si attende che le impurità vengano a galla, questo procedimento è possibile grazie all’alto peso specifico del miele, circa 1,43 chilogrammi al decimetro cubo, che comporta il galleggiamento di molte impurità che possiamo trovare nel miele, il periodo di decantazione varia da alcuni giorni a qualche settimana, in relazione alla viscosità ed alla temperatura. E’ importante che l’ambiente in cui il miele è posto a decantare presenti bassa umidità, questo per evitare che il miele si arricchisca di acqua assorbendo l’umidità dell’aria.
  • Confezionamento: alla fine della decantazione il miele è pronto per essere deposto nei contenitori opportuni. Generalmente gli apicoltori di piccole dimensioni invasettano direttamente il loro miele, in questo caso è utile ricordare di utilizzare vasetti nuovi, reciclare vasetti, si rivela, la maggior parte delle volte, sconveniente, in quanto il miele assorbe inevitabilmente gli odori residuati nel vasetto e si finisce per mangiare un prodotto che:“Sa di cetriolini”, inoltre la presenza di vasetti di varie forme e capsule colorate diversamente non giocano a favore del produttore.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi operazione che facciamo al miele non fa altro che diminuirne le qualità sia nutrizionali che organolettiche, di conseguenza, estremizzando, meno il prodotto è manipolato più alta sarà la sua qualità.
Parlando di smielature è opportuno riportare la circolare che prevede la costituzione di sale di smielatura temporanee, particolarmente adatte ai piccoli produttori.

Con Circolare 12/SAN/93 del 10 marzo 1993 la regione Lombardia ha previsto una particolare procedura per il rilascio dell’autorizzazione sanitaria ai sensi della legge 30 aprile 1962, n°283 per i laboratori di smielatura e confezionamento del miele dei piccoli produttori che svolgano l’attività apistica in forma hobbistica e vendono il miele direttamente al consumatore.
Di seguito sono riportate le disposizioni riportate dalla Circolare 12/SAN/93

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REQUISITI DEL PRODUTTORE PER POTER RICHIEDERE L'AUTORIZZAZIONE SANITARIA

Possono richiedere l’autorizzazione per laboratorio di smielatura e confezionamento ad attività temporanea gli apicoltori che rispondono ai seguenti requisiti:

  1. Sono apicoltori hobbisti secondo la classificazione prevista dalla consulta regionale per l’apicoltura per l’individuazione degli apicoltori che possono o meno richiedere contributi alla Regione ai sensi della L.R. 54/83: proprietari di meno di 50 famiglie in pianura e di meno di 35 famiglie in montagna.
  2. Commercializzano direttamente al consumatore esclusivamente il miele prodotto nel proprio apiario.
  3. Hanno presentato regolare denuncia di possesso degli alveari all’ASL competente ai sensi della L. R. 54/83.
  4. Utilizzano i locali autorizzati:
    • per non più di due giorni consecutivi per volta.
    • per non più di otto giorni all'anno per la smielatura e tre giorni per il confezionamento del miele.
  5. Sono in possesso di regolare libretto di idoneità sanitaria (così come tutte le persone che partecipano alle operazioni di smielatura e confezionamento).

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REQUISITI DEI LOCALI DA AUTORIZZARE

  1. Requisiti sostanziali di abitabilità.
  2. Pareti piastrellate o lavabili fino all’altezza di 2 metri.
  3. Sufficientemente aerato ed illuminato.
  4. Pavimento impermeabile, lavabile e disinfettabile.
  5. Presenza di un lavandino con erogazione di acqua potabile calda e fredda dotato di sapone e di asciugamani (possibilmente a perdere)
  6. Durante le operazioni di smielatura e confezionamento non devono essere presenti mobili o altre strutture rivestite in stoffa o materiale spugnoso, comunque non lavabili e ricettacolo di polvere, ma solo mobili o strutture facilmente lavabili e disinfettabili mantenute in perfette condizioni di pulizia.
  7. Le attrezzature e gli utensili destinati alla smielatura ed al confezionamento del miele (disopercolatori, smielatori, maturatori, ecc.) devono essere in materiale idoneo allo scopo (possibilmente in acciaio inox).
  8. Non devono essere presenti prodotti tossici quali detersivi o disinfettanti e prodotti che potrebbero comunque alterare o contaminare il miele.
  9. Dotato di servizio igienico nelle immediate vicinanze (anche quello dell’abitazione).

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MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

  1. La domanda in carta legale, deve essere presentata dall’apicoltore al servizio di medicina veterinaria dell’ASL dove a sede il locale che si intende utilizzare;
  2. La domanda oltre a quanto previsto dal primo comma dell’art.26 del D.P.R. 327/80, deve contenere l’impegno dell’apicoltore a comunicare annualmente, al momento della presentazione della denuncia di possesso degli alveari , il tipo di fioritura per cui si intende utilizzare il laboratorio e le date presumibili di utilizzazione nonché a comunicare al Servizio di Medicina Veterinaria dell’ASL competente l’inizio della smielatura con almeno tre giorni di anticipo.
  3. Alla domanda devono essere allegati:
    • Planimetria in scala 1:100 riportante il locale da utilizzare, i servizi igienici ed il luogo dove verranno depositati i maturatori in attesa del confezionamento
    • L’indicazione relativa all’approvvigionamento idrico
    • Fotocopia di eventuali denuncie di possesso di alveari presentate presso altre ASL dall’interessato o da componenti della sua famiglia che intendono utilizzare il laboratorio
    • Impegno dell’apicoltore a comunicare tempestivamente all’ASL competente ogni variazione a quanto indicato nella domanda o negli allegati.


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MODALITA' DI RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE SANITARIA

  1. Il servizio di Medicina Veterinaria dell’ASL effettua il sopralluogo per verificare l’idoneità del laboratorio ed esprime parere per il rilascio dell’autorizzazione.
  2. Viene rilasciata l’autorizzazione sanitaria che non ha scadenza a condizione che:
    • Il locale utilizzato per le operazioni di smielatura e confezionamento rimanga lo stesso nel corso degli anni e non subisca modifiche strutturali che riguardino i requisiti prescritti per il rilascio dell’autorizzazione.
    • L’apicoltore comunichi annualmente, al momento della presentazione della domanda di possesso degli alveari, il tipo di fioritura per cui intende utilizzare il laboratorio e le date presumibili di utilizzazione, qualora, negli anni successivi, dovessero intervenire modifiche sostanziali alla situazione strutturale che ha dato origine all’autorizzazione sanitaria, l’interessato dovrà presentare una nuova domanda di autorizzazione.


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ADEMPIMENTI DELL'APICOLTORE

  1. Negli anni successivi a quello di rilascio dell’autorizzazione deve comunicare all’ASL competente, al momento della presentazione della denuncia di possesso degli alveari, il tip odi fioritura per cui intende utilizzare il laboratorio e le date presumibili di utilizzazione e deve dichiarare di non aver portato modifiche sostanziali al locale ed alle strutture per le quali è stata rilasciata l’autorizzazione.
  2. Almeno tre giorni prima di iniziare la smielatura deve darne comunicazione al Servizio di Medicina Veterinaria dell’ASL competente.
  3. Il miele deve essere posto in maturatori chiusi con coperchio che possono essere trasferiti in un apposito locale pulito in attesa del confezionamento.
  4. Il miele confezionato deve essere etichettato ai sensi della normativa vigente.
  5. Il prodotto confezionato deve essere stoccato in un locale idoneo scelto dall’apicoltore.L’apicoltore deve consentire agli incaricati del Servizio di Medicina Veterinaria dell’ASL di effettuare tutti i controlli igienico sanitari che ritengono necessari.

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ADEMPIMENTI DEL SERVIZIO DI MEDICINA VETERINARIA

  1. Effettua il sopralluogo per verificare l’idoneità del laboratori ed esprime il parere per il rilascio dell’autorizzazione.
  2. Negli anni successivi, qualora l’apicoltore abbia dichiarato di non aver portato modifiche sostanziali al locale ed alle strutture per le quali è stata rilasciata l’autorizzazione, effettua, a campione, controlli su alcuni laboratori per verificare l’effettivo rispetto di quanto dichiarato.
  3. Vigila, in ogni caso, mediante controlli a sorpresa, che i locali autorizzati abbiano, al momento del loro utilizzo, i requisiti richiesti e non vengano utilizzati per periodi superiori a quanto previsto.
  4. Vigila che le attrezzature e gli utensili siano sempre mantenuti puliti ed in adeguate condizioni di manutenzione.
  5. Controlla che tutte le persone addette alla smielatura ed al confezionamento del miele siano provviste di libretto di idoneità sanitaria.
  6. Esegue prelievi sul prodotto confezionato per escludere la presenza di residui indesiderati.

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DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA

  1. Planimetria in scala 1:100 o 1:200, riportante il locale da utilizzare, i servizi igienici ed il luogo dove verranno depositati i maturatori in attesa del confezionamento.
  2. L’indicazione relativa all’approvvigionamento idrico, in particolare se il laboratorio non fa parte dell’abitazione (es. acquedotto comunale, ecc.).
  3. Fotocopia di eventuali altre denunce di possesso di alveari presentate presso altre ASL.
  4. Impegno dell’apicoltore a comunicare tempestivamente all’ASL competente ogni variazione a quanto indicato nella domanda o negli allegati.
  5. Copia dell’autorizzazione rilasciata dal sindaco ai sensi della legge n°59 del 1963, o copia della domanda di autorizzazione presentata al sindaco.
  6. Una marca da bollo da £ 15.000 da apporre sull’Autorizzazione Sanitaria.
  7. Eventuali marchi e/o etichette.
  8. Recapito telefonico.

E’ importantissimo che l’apicoltore prenda coscienza che il miele è un prodotto alimentare non immune da inquinamenti e, anche alla luce di quanto riportato nel D.L.vo 155/97 (che sottolinea la responsabilità del titolare dell’industria alimentare nel garantire la sicurezza igienico-sanitaria del prodotto), è di fondamentale importanza produrre bene. A tale proposito meritano un accenno gli interventi antiparassitari, eseguiti in particolare contro la varroa, è infatti importantissimo che ogni presidio sanitario venga utilizzato seguendo le modalità specifiche. Molti e gravi sono i rischi di un utilizzo errato di tali sostanze, tra i quali oltre all’eventuale infrazione del D.L.vo sopra menzionato meritano citazione il pericolo di rovinare l’immagine di genuinità del miele ed i rischi sia per chi impiega il prodotto che per chi consuma il miele eventualmente inquinato.
Il miele ha un mercato che, pur essendo in continua espansione, è limitato e delicato, di conseguenza è importantissimo che non insorgano problemi di tipo igienico-sanitario, al fine di non tradire la fiducia del consumatore; mercati ben più ampi e ferrati hanno subito negli ultimi anni crisi di enormi proporzioni, cerchiamo di fare in modo che questo non avvenga anche nel settore apistico, in quanto una pubblicità negativa dei prodotti dell’alveare oltre ad uccidere il mercato porterebbe irrimediabilmente alla drastica riduzione delle api e, di conseguenza, della loro inestimabile funzioni. A tal fine ogni apicoltore è chiamato ad operare correttamente e non alterare i prodotti che le api ci offrono da milioni di anni.

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